RosaBianca Berio, per noi La Nonna, era una donna determinata, brillante, intraprendente, curiosa e positiva.

Una donna che è diventata imprenditrice quando i tempi non lo rendevano semplice e comune, un assaggiatore i cui libri di studio sono stati gli assaggi di un’intera vita dedicata all’olio ma, soprattutto, è il nostro esempio. E’ la prova che la passione e l’amore per il proprio lavoro porta soddisfazione e ripaga della fatica.

E’ stata fino all’ultimo, fino a 91 anni compiuti, in azienda e, tutt’ora, rimane il nostro punto di riferimento.

In occasione del centenario, nel 2018, ci siamo divertiti a farle qualche domanda, una sorta di intervista, e vogliamo condividerla con voi.

Nome e Cognome.  RosaBianca Berio

Dove e in quale anno sei nata? Imperia, 1926

Quanti figli e nipoti hai? 1 figlia, 2 nipoti, 4 bisnipoti

Come hai iniziato a lavorare nell’olio? Quando hai cominciato a lavorare con tuo marito? 

La storia è iniziata con mio padre. Quando era militare nella guerra del ‘15-’18 aveva dei commilitoni in Piemonte che lo hanno invitato ad andare nelle loro città a vendere l’olio porta a porta. Loro lo avrebbero aiutato con le loro conoscenze a vendere il prodotto e ad introdurlo nelle abitudini alimentari di quei luoghi che prevedevano, ai tempi, solo l’utilizzo del burro, del lardo e di grassi animali in generale. Tutto quello che adesso è consigliato evitare per una dieta sana ed equilibrata! Il commercio aveva preso un buon ritmo e le cose iniziavano ad andare bene. Dopo la seconda guerra mondiale l’azienda è passata a noi figli ed è stata divisa con i miei due fratelli.  Con mio marito abbiamo tenuto il marchio e iniziato il nostro percorso. Mio marito viaggiava ed era quello che, oggi, si definisce il commerciale dell’azienda ed io mi occupavo di tutto il resto.

Hai sempre lavorato nell’olio? Se no, qual’è stato il tuo primo lavoro? 

Si, si può dire tutta la mia vita se non per una breve parentesi di un anno in cui ho lavorato, non appena diplomata, come Maestra in un asilo infantile .

Quando eri piccola cosa sognavi di diventare? 

Mi piaceva suonare il piano, che non ho mai avuto. Sognavo di suonare il pianoforte ma mia nonna mi diceva di imparare a fare i mestieri di casa. Ecco, forse sarei voluta diventare una musicista. La musica mi è sempre piaciuta tanto. Non avrei mai pensato di diventare un’imprenditrice.

Qual è la tua definizione di super taster/assaggiatore? 

Deve avere prima di tutto sensibilità olfattiva, deve capire già dall’odore. Non deve bere, fumare e deve avere una bocca pulita. Il mio padrino era un gran assaggiatore anche se allora non esisteva una scuola e come me non aveva fatto nessun corso. Era l’esperienza e la pratica ad insegnarci a riconoscere l’olio di qualità. I miei nipoti ancora adesso mi chiedono il parere sull’olio. Lo annuso e lo assaggio…se mi pare buono lo dico!

Ti consideri una super taster? 

Super non lo so…Ho metodi antichi ma di solito se piace a me piace anche agli altri. Sono abbastanza sofisticata nei gusti.

Chi credi sia in famiglia, dopo di te, un ottimo assaggiatore? Cosa hai insegnato a chi lavora con te? 

Entrambi i miei nipoti hanno ottimi gusti e sanno riconoscere l’olio buono. A chi lavora con me ho insegnato, sicuramente, che bisogna lavorare duramente e con costanza per avere dei risultati. E poi ho insegnato che bisogna essere e rimanere curiosi. A volte mi chiedono “come fai a essere così a 90 anni?” e io rispondo che è la curiosità che mi ha sempre spinta a guardare avanti. Cerco di rimanere curiosa e di conoscere e sapere cose nuove, tutti i giorni.

Quale consiglio daresti a chi decide di incominciare un nuovo business nell’olio? 

Tanta pazienza perchè l’olio non lo trovi sempre sul mercato, dipende dalle stagioni e dai raccolti. E poi l’albero di ulivo non è un albero che pianti e produce immediatamente…richiede tempo, costanza e pazienza. E’ davvero un bell’albero, l’albero di ulivo. Ha sempre accompagnato tutti noi che siamo nati e cresciuti qui. Ai giorni nostri, poi, è fondamentale puntare sulla qualità. Puoi puntare solo su quello, il resto lo trovi ovunque. Il prodotto di qualità invece è frutto dell’esperienza, della fatica, del lavoro e della passione che si mette in quello che si fa.

Qual è la tua ricetta preferita con l’olio di oliva? 

Pane, olio, sale e pomodoro. La cosa più semplice del mondo ma che mi stuzzica anche quando non ho appetito! Nella semplicità stanno le cose migliori.

Tre caratteristiche che definiscono il tuo olio preferito. 

L’odore, il gusto e il colore perchè anche l’occhio vuole la sua parte.

Cosa è cambiato maggiormente nel business dell’olio da quando hai cominciato a lavorare ad oggi? 

Sicuramente si è raffinata la qualità. Le persone sono più attenti ai prodotti che acquistano, alla loro origine e alla filiera produttiva.

Quale consideri essere il tuo successo più grande nella vita? 

Quello di aver fatto una figlia.